Thank God It’s Friday! | The Haunting of Hill House: Episodio 1

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Regia: Mike Flanagan

Anno: 2018

Streaming: Netflix

Trama: C’è una casa. È infestata. La gente sbrocca. Qualcuno muore.

Piccola premessa, anzi, non piccola, piccolissima. The Haunting of Hill House è una serie del 2018 prodotta da Netflix e diretta da Mike Flanagan, già ben noto per averci fatto rispettivamente fatto cagare sotto e venire attacchi di panico con: “Ouija: le origini del male” e “Il Gioco di Gerald”.

 

La serie, inoltre, è tratta dall’omonimo libro della scrittrice Shirley Jackson, e tale libro è considerato uno dei migliori del suo genere. Ma non sono qui per parlarvi del libro, forse di quello ve ne parlerò in seguito, un po’ di pazienza, su su.

Il primo episodio di Hill House ha un titolo che quando lo leggi ti viene da pensare ‘meh, un fantasma’, ma soprattutto leggendo la trama della serie in generale, per chi come me è super scettico riguardo gli horror (perché dai, ammettiamolo, per la maggior parte, ormai, è tutta roba trashissima), non è che ti viene proprio voglia di intraprendere questo fantastico viaggio. Perché pensi si parli della solita stravista e straletta casa infestata, la solita famiglia americana che sbrocca etc etc.

 

Per non girarci intorno, io mi sono letteralmente cagata addosso. Un episodio in particolare mi ha lasciata completamente spiazzata, non mi ha fatta dormire di notte, e ci ho riflettuto per giorni. Lo giuro, se ci penso mi vengono ancora le palpitazioni.

Parte in modo strano, o meglio, all’inizio ti confondi facilmente. Una delle cose che ricordo di più è che facevo fatica ad assimilare nomi e facce, soprattutto quando si trattava dei bambini, ma questo solo in principio.

Ah, dimenticavo, questa recensione sarà piena zeppa di spoiler, quindi non rompete i coglioni se continuate a leggere, perché da qui in poi vi spoilererò tutto il primo episodio. Shhh.

 

Ci sono vari accavallamenti di tempo e avvenimenti, passato e presente insomma. Steven Crain è il maggiore di tre sorelle e un fratello. E’ un famosissimo scrittore, il suo successo è dovuto appunto al libro che ha scritto ispirandosi al periodo in cui lui e la sua famiglia hanno vissuto ad Hill House, raccontando ovviamente una storia dell’orrore. Steven è un cinico, essenzialmente, ed è molto scettico, tant’è che non crede affatto ai fantasmi né pensa che ad Hill House siano mai avvenuti fenomeni paranormali. Crede solamente che la sua famiglia abbia problemi mentali tramandati di generazione in generazione. Ovviamente ‘sta cosa non è che è andata proprio giù agli altri, perché secondo loro il fratellone ha sputtanato la famiglia in un libro per lo sporco Dio Denaro. Ma vabbè, questo argomento verrà approfondito in seguito.

Fatto sta che Steven, personalmente, non ha mai visto un fantasma, ma è diventato famoso per le sue storie di fantasmi. In realtà non ha neanche tanta fantasia perché alla fine tutte le sue storie sono ispirate da fatti accaduti poi ad altre persone (il Gilderoy Lockhart dei poveri, per intenderci), infatti proprio nel primo episodio si vede lui alle prese con una signora suggestionabile che ha perso il marito e crede di vedere e sentire cose. Poi si scopre che, appunto, non c’era niente da vedere e sentire.

Tra una cosa e l’altra vediamo i ragazzi da bambini alle prese con la casa e conosciamo in primis i gemelli, Nell e Luke, che sono quelli che all’inizio mi inquietavano di più, ma sono anche quelli che poi mi sono entrati nel cuore e ci resteranno forevah. Povere stelline.

 

Nell, in particolare, da bambina vede cose, ed è perseguitata da ‘sta donna dal collo storto che signori miei, ad ogni apparizione, vi fa cagare in mano. Luke è l’unico che crede alla sorella, insomma, perché come tutti i gemelli, o per lo meno quasi, loro due hanno un legame speciale. Nel frattempo vediamo per la prima volta e non ultima, la stanza rossa di cui tanto sentiremo parlare in tutta la serie e che vi farà bestemmiare in armeno perché cazzo vorrete sapere che cazzo c’è lì dentro, dietro quella porta fetish (è sicuramente roba molto più creepy di Christian Gray con il frustino in mano, a proposito di stanze rosse).

Poi conosciamo Theo, che personalmente amo alla follia. L’outsider della famiglia che vive nella dependance della sorella maggiore, Shirley, ed è diventata una psicologa infantile molto cazzuta. Una cosa che vi incuriosirà parecchio è il fatto che Theo indossa sempre dei guanti, ma fortunatamente ‘sta cosa la spiegano presto.

Cooomunque, dal primo episodio si capisce proprio che ‘sti poracci hanno tutti problemi, soprattutto gli ultimi figli, che erano anche i più piccoli quando sono accadute le cose creepy e strane in quella casa da brividi. Tutta ‘sta roba e alla fine arriva la prima grande mazzata, insomma. Un giro di chiamate, Luke si droga ed è scappato dalla comunità, Nell è preoccupata e chiama tutti ma nessuno se la caga, anche se dice che vede di nuovo la donna dal collo storto, e alla fine ognuno è preso dalla sua vita e e ‘sta poveraccia fa la fine di Ciccarone (non so chi sia, uno che ha fatto una brutta fine, sicuramente, detti che si tramandano in famiglia).

Steven torna nel suo appartamento e dopo aver visto Luke, per l’appunto, che se la svignava con le sue cose per vendersele e fare chissà cosa (comprarsi una dose, pensa Steven) entra e trova Nell che mortacci sua è stranissima. A quel punto chiama il padre e questo lo informa che la sorella è schiattata a Hill House, mentre lui per l’appunto ci sta parlando, con la sorella, e dopo questo capiamo chiaramente che quello è il primo fantasma che vede Steve e ci caghiamo in mano sistematicamente.

Arrivi ai titoli di coda che ti chiedi cosa hai appena visto e ti dici che non sai cosa hai appena visto, ma ne vuoi ancora ed ancora, e così viaaa verso una nuova avventura. E niente, quella notte non ho dormito benissimo, ma ho dormito, quindi tenetevi forte e mettetevi i pannoloni, perché il peggio del peggio lo vedremo dal secondo episodio in poi.

Passo e chiudo, così, senza una reale chiusura. Vi invito a vedere il primo episodio e farmi sapere se anche per voi è stato una mazzata in fronte e se vi siete cagati in mano alla fine. Io sono qui, e vi parlerò del secondo episodio la prossima settimana, sperando che ve ne freghi qualcosa (se non ve frega, vabbè, fa niente).

Galeoni: 👑👑👑👑👑

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