Pandora’s Box – Miss Komi is bad at communicating review

Autore: Tomohito Oda

Anno: 2015

Editore: Shogakukan

Qui su Pandora’s Box siamo con la Dea della classe 1-1, Komi san. Ti piacerebbe parlare del tuo manga, Komi?

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* Komi annuisce,  apre la bocca ma non esce alcun suono.

Non risponde… forse è stata colpa tua che la fissi con occhi che tradiscono i tuoi pensieri irrispettosi. Smettila. Mi occuperò io della recensione, Komi. Tu siediti laggiù e riposa. Ci hai già fatto un grande onore omaggiandoti della tua presenza Non preoccuparti, nessuno vuole trattarti male anche perché non potremmo mai perdonarcelo.

TRAMA:

 

Komi san wa komyushou desu è un manga del 2015 di Oda Tomohito ed è incentrato su Komi Shouko, la ragazza più popolare e diligente della scuola. Komi è anche molto misteriosa e non rivolge la parola a nessuno anche se tutti i ragazzi vorrebbero invitarla a uscire (anche alcune ragazze) e tutte le ragazze vorrebbero essere bellissime come lei o diventare sue amiche. Tutti quelli che provano a parlarle hanno come risposta solo uno sguardo freddo e, scoraggiati e intimoriti dalla sua bellezza, spesso vanno a piangere in un angolo non sentendosi degni di essere suoi interlocutori. Sebbene lei sia il punto centrale della storia, il narratore della maggior parte dei capitoli è Tadano Hitohito, un ragazzo appena trasferitosi. Tadano è un tipo all’ apparenza completamente normale, così normale che i suoi voti sono tutti nella media, la sua altezza è media, non è né bello né brutto, non è né simpatico né antipatico e addirittura il suo nome è un gioco di parole che potrebbe essere tradotto in italiano con “Solo un’altra persona”. Come tutti gli altri, non riesce a staccare gli occhi e i pensieri da Komi che, per sua fortuna, è seduta accanto a lui nella stessa classe, fatto che risveglia l’invidia dei compagni i quali lo minacciano spesso dato che vorrebbero trovarsi nella sua stessa situazione. Tadano però ha una dote speciale: riesce a interpretare meglio degli altri i pensieri delle persone basandosi sia sul loro linguaggio corporeo sulle loro più piccole espressioni. Ciò che le altre persone non riescono a vedere di Komi è che lei non è una persona fredda e distante, piuttosto una ragazza timida e buona ma con un grave disturbo della comunicazione che non le permette di avere conversazioni normali dato che viene spesso fraintesa.

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Il suo stesso nome, Komi Shouko, è un altro gioco di parole (frequentissimi in questo manga) che vuol dire disturbo della comunicazione. Tadano riuscirà a parlare con lei da quando le suggerirà di usare un blocchetto per gli appunti, dato che scrivere le riesce molto più facile che parlare. Il ragazzo allora, diventato il primo amico di Komi dopo una strana conversazione, riesce a farle confessare il suo desiderio più grande: trovare cento amici nonostante il suo problema.

RECENSIONE

Dopo tanti manga psicologicamente impegnati e dal tono molto serio e drammatico, questo slice of life è un’opera comica. I capitoli sono lunghi al massimo dieci pagine e affrontano con serenità la vita quotidiana di un gruppo ragazzi di liceo. Il manga stesso non si prende troppo sul serio, con molte sottili rotture della quarta parete e stereotipi a destra e a manca. Normalmente la cosa mi darebbe fastidio dato che mi piacciono i personaggi complessi ma stavolta non posso darci peso visto che Oda, dimostrando una certa autoironia, chiama ognuno di loro con il nome che illustra proprio il loro stereotipo. Uno dei primi personaggi che conosceremo si chiama ad esempio Osana Najimi, ovvero amico dell’infanzia. Lui (o forse lei, non si sa e anche questo è uno stereotipo) è infatti l’amico dell’infanzia di tutti i liceali ed è stato scelto per essere uno dei primi amici di Komi proprio perché un animale sociale come lui sarebbe riuscito più facilmente a farci amicizia.

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Lo stile del disegno è per la maggior parte del tempo molto semplice e utilizza il più delle volte per Komi una faccia stilizzata e buffa per farcela vedere per come si sente davvero e non per come appare a prima vista. Dato che la protagonista è un personaggio difficile da interpretare, la sua solita espressione, priva di bocca e naso e con lo sguardo fisso e curioso, viene accompagnata da piccole didascalie che ci fanno capire meglio dove stanno andando i suoi pensieri, sempre un po’ più infantili e buffi di quello che pensano coloro che le stanno intorno che non vedono altro che una sorta di principessa sempre fredda, dignitosa e inavvicinabile piuttosto che una ragazzina che vorrebbe soltanto essere apprezzata per quel che è e che viene facilmente fraintesa.

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È un manga adatto a tutte le età ed è forse ancora più indicato ai più giovani dato che almeno io ho pensato spesso che Komi ha un’idea di divertimento simile a quello di una bambina di dieci anni. Ricordo un capitolo in cui fuori dalla finestra c’era un arcobaleno e tutta la classe si fiondò a guardare. Komi no. Tutti, quando tornarono a sedersi, pensarono di essersi comportati in modo troppo immaturo quando videro la ragazza rimasta seduta a leggere. In realtà anche lei voleva guardare l’arcobaleno, solo che non le sarebbe andato di passare avanti a chi era già arrivato prima facendo qualcosa di ingiusto. Questi piccoli malintesi costituiscono buona parte dell’umorismo delle storie che gioca sulla discrepanza tra le intenzioni dei protagonisti e la loro interpretazione generando sorrisi e tenerezza verso forse l’unico personaggio non stereotipato del manga a parte Tadano.

 

In conclusione, Komi san wa komyushou desu è un’opera molto carina, non un capolavoro, ma non credo l’autore abbia mai puntato a questo. Nonostante dei piccoli problemi di gusto personale come i disegni un po’ troppo semplicistici, doppi sensi un tantino fuori luogo (ma è un’altra cultura dopotutto) e l’esagerata fortuna di Komi che la rendono un personaggio un po’ troppo perfetto a parte il suo disturbo della comunicazione, mi sono divertito ad ogni capitolo, cosa che non posso dire di molti manga di questo genere. Probabilmente, più che l’umorismo, il punto forte dell’intero manga è l’innocenza e i buoni sentimenti che pervadono ogni pagina e forse anche quel pizzico di romanticismo che, a piccole dosi, non guasta.

Komi-san wa Komyushou Desu vol.3 chapter 44 page 4 - Mangakakalot.com

P.S. *In realtà Komi voleva parlare del suo manga ma, sentendosi ansiosa e preoccupandosi di apparire troppo altezzosa parlando di sè, ha cominciato a tremare. Così ha deciso di andare a casa a consolarsi con un gelato fatto in casa dato che non voleva dare fastidio a un negoziante.

Galeoni:   ðŸ‘‘ ðŸ‘‘ ðŸ‘‘ ðŸ‘‘

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