Libri Tutti I Gusti +1 – Recensione: L’invitato

Titolo: L’invitato
Autore: Massimiliano Alberti
Casa editrice: Infinito Edizioni
Anno di pubblicazione: 2018

Salve popolo! Eccoci con un autore fresco fresco di stampa e tutto made in Italy. Il suo nome è Massimiliano Alberti, nato a Trieste, classe 79, e ‘’L’invitato’’ è il suo romanzo d’esordio.
La storia ruota intorno al ricongiungimento nella bella città di Vienna, dopo diversi anni, di tre amici di infanzia: il benestante Tom, un arrampicatore sociale dai modi signorili; il balbuziente Kevin, riservato e poco sicuro di sé; e il protagonista Leo, testardo, romantico, con qualche traccia di presunzione. Tanti saranno gli eventi, fra incomprensioni, litigi, innamoramenti e scorribande giovanili che distoglieranno l’attenzione de “i tre moschettieri’’ dal vero motivo della loro rimpatriata: il desiderio di Tom di vedere gli amici di sempre di nuovo uniti nel progetto di una galleria a tema Pop Art.

Il romanzo di per sé è decisamente ben scritto: tra i tanti autori esordienti è difficile vedere un uso sapiente della lingua italiana, che in questo romanzo è sviscerata in termini anche elevati ma non per questo poco adatti alle descrizioni. I personaggi sono generalmente divertenti, sebbene con proprie personalità delineate, e ricalcano perfettamente lo scheletro ironico su cui le vicende sono narrate, regalando, attraverso i dialoghi, anche spunti di riflessione. Riporto qui uno dei miei stralci preferiti:
“[…] Il punto chiave è che, per l’occasione, ognuno potrà portare un dipinto fatto con le proprie mani.’’
“E tu, Tom. Tu ne preparerai uno?’’
“Assolutamente no, caro mio. Io per l’arte provo amore, non passione.’’
“E che differenza fa?’’
“Quando sei innamorato, guardi senza toccare. Ma quando provi passione, tocchi senza vedere… d’altronde non può essere diversamente, se pensi a un bacio a occhi chiusi.’’
“Quindi, se ho capito bene, l’artista è colui che prova passione?’’
“Esattamente, Leo! L’amore può limitarsi anche solo a vegliare, mentre la passione, ahimè, freme.’’

La riuscita del protagonista, in particolare, la deduco dai sentimenti contrastanti che non ho potuto fare a meno di provare leggendo di lui: io ho odiato Leo, l’ho odiato per i suoi modi arroganti, per la sua testa dura, per il suo fregarsene dei consigli altrui al solo scopo di perseguire la sua volontà; l’ho amato per la sua fragilità, per le sue insicurezze celate, per la sua scorza crepata da umiliazioni, da debolezze, da un amore non ricambiato e dai sensi di colpa per un’amicizia messa a rischio. L’ho sentito vivo, umano.
Per finire, colpisce anche un tema trattato in modo più velato, ma che aleggia su gran parte del romanzo, ovvero la diversità, espressa in due diverse forme: nella coppia omosessuale composta da Anthony e dall’eccentrico, effemminato ma premuroso Nadir, e nello stereotipo dell’italiano all’estero, (“italianer’’, come gli austriaci si rivolgono a Leo) visto dai frequentanti dei salotti di Tom come arrogante, nullafacente, “tutto pizza e mandolino’’. Concezione, quest’ultima, diffusa un po’ ovunque e, nostro malgrado, alquanto dura a morire.

In conclusione: consiglio questo romanzo a chiunque abbia voglia di una lettura piacevole, originale, non eccessivamente impegnativa ma che lasci “qualcosa’’, sia in termini di sensazioni che di riflessione.

Ringraziando l’autore per aver voluto collaborare, noi ci rivediamo prossimamente con un’altra recensione! Un saluto da Rune 🍀💕

Galeoni:

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