Libri Tutti I Gusti + 1 – Recensione: Il Potere del Numero Sei

Autore: Pittacus Lore(?)

Casa Editrice: Nord

Anno: 2012 (Pubblicato in Italia)

Nuova settimana, nuova recensione. Siamo arrivati al secondo libro della saga Lorien Legacies, sequel di “Sono il Numero Quattro” (che, direte voi, andrà in ordine si chiamerà Qualcosa sul Numero Cinque, e invece no. Il Cinque si salta, cià) che si chiama “Il Potere del Numero Sei”. (Che potere poi, boh, non mi piace molto questo titolo).

Dove eravamo rimasti? Gli alieni del fantastico (e ora distrutto) pianeta Loric erano arrivati in Nove sulla Terra. Numero Uno, Numero Due e Numero Tre sono morti (si potevano uccidere solo in ordine, grazie ad un incantesimo. Ma ora che Quattro e Sei si sono uniti, l’incantesimo è spezzato quindi possono anche morire in disordine. Complimenti!). Quattro è vivo per miracolo grazie all’intervento di Numero Sei e della Chimera capace di trasformarsi in un mostro. I tre (insieme a Sam, migliore amico di Quattro, i due si amano ne sono convinto) scappano, lasciando Sarah Hart (la fidanzata umana di Quattro) a Paradise, la città dove si nascondevano prima dell’arrivo dei cattivi. I cattivi sono degli alieni chiamati Mogodarian che vogliono uccidere i Loric sopravvissuti. C’è un motivo? Beh non è ancora chiaro… si scoprirà più avanti dico io. Quattro, Sei, Sam e la Chimera (che ha un nome impossibile non me lo ricordo mai, infatti lo chiamo Cane) scappano lontano, cercando di far perdere le loro tracce ai cattivoni.

Nel frattempo, facciamo la conoscenza di Marina. La Loric Numero Sette. (E fin qui ci siamo, anche se manca il numero Cinque e il mio essere ossessivo compulsivo mi fa sempre notare che il Cinque dovrebbe già essere qui tra Quattro e Sei, perché non possono mettermi Quattro, Sei e Sette insieme. insomma). Lei è un po’ sfigata, poteri ancora poco sviluppati, la sua Guardiana non se la fila minimamente. Quindi quando vengono attaccate (sono nascoste in un convento in Spagna) si trovano veramente nei casini. Per fortuna Sette incontra Ella, che prima si pensava fosse un’amica ma in realtà con un colpo di scena ben riuscito si scopre che in realtà… Ella è la Numero Dieci! Mandata sulla Terra in grande segreto! SHOCK!

Contemporaneamente, Sei decide di raggiungere Sette (perché hanno capito che si trovava in Spagna), quindi saluta Quattro, Sam, Cane e se ne va. Il Trio, mentre Sei è via, decide di attaccare una base di cattivoni (di nuovo, i miei complimenti!) per cercare lo scrigno di Quattro. Ehm… abbiamo mai parlato di scrigni? Beh… ogni Loric dal numero Uno al Nove (Ella sfigata pure lei, non lo ha) ha uno scrigno con alcune cose magiche che i cattivoni vogliono sempre rubare. Sei ha perso il suo. Quattro se l’è fatto rubare. Quindi lo rivuole. Entrano nella base dei cattivi, succede un casino enorme. Trovano un altro alieno Loric, Numero Nove (E IL NUMERO OTTO?) ma perdono Sam (però recuperano sia lo scrigno di Quattro che di Nove).

Il secondo volume finisce con Sei, Sette, Dieci (e il Custode di Dieci) che decidono di raggiungere Quattro e Sam. Mentre Quattro e Nove scappano lontano dalla base dei cattivi, lasciando Sam nelle mani del villan principale della saga: Setràkus Ra.

Allora ragazzi. Questo è un riassunto un po’ incasinato degli eventi “principali” (succede davvero di tutto, leggete il libro e la saga ve lo consiglio!) de “Il Potere del Numero Sei”. Devo dire la verità anche il libro stesso mi è sembrato un po’ incasinato di suo ma comunque di mio gusto, assolutamente. L’introduzione dei nuovi personaggi è stata una ventata di aria fresca (specialmente per chi, come me, non sopportava particolarmente Quattro). Inizia ad esserci tanta roba sul fuoco e non vedo l’ora di vedere come lo scrittore “misterioso” voglia continuare. E spero che si muova a far uscire Cinque ed Otto, sono troppo curioso!

Il libro è strutturato come il precedente. Raccontato in prima persona, molto leggero e facile da leggere. Però c’è una pecca. Con l’introduzione dei nuovi personaggi, dal punto di vista narrativo si aggiungono le voci di Sei e Sette. E inizia ad esserci un po’ di confusione perché lo scrittore, ad ogni capitolo e quindi ad ogni cambio di “narrazione” non specifica con chi abbiamo a che fare. Dobbiamo capirlo negli indizi sparsi all’interno della parte iniziale del capitolo. Ma comunque potrebbe risultare un po’ sgradevole, e per me così è stato sinceramente. Penso che non costasse niente mettere un nome sotto il numero del capitolo e cominciare a scrivere, no? Forse è stata una scelta fatta apposta, ma personalmente non la capisco.

In questo sequel c’è poco spazio per l’ammmore (finalmente) perché Quattro e Sarah sono separati… non per tutto il libro. Ho trovato la parte del ritorno a Paradise un po’ troppo smielata, un po’ troppo forzato. Insomma, siamo in guerra e tu pensi ad andare dalla tua fidanzata? Boh, magari sono priorità che io non posso capire(?) però gli sta bene quello che gli capita (leggete il libro, non voglio fare troppi spoiler, ma ha a che fare con un tradimento, un arresto e un inseguimento lungo le deserte strade dell’Ohio).

In conclusione il libro mi è piaciuto, è un degno sequel. Vi dico ancora una volta di leggervi la saga (se siete appassionati del genere) perché merita davvero tanto. Quali i sono i vostri pareri? Ditemi la vostra!

Dal vostro pigro Pako che sta cercando di Appellare un succo di frutta dal frigorifero (con scarso successo) è tutto. Alla prossima settimana, C I A O.

Galeoni: 👑👑👑 e 3/4

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