Pandora’s Box – Sun Ken Rock review

Autore: Boichi

Anno: 2006

Editore: Edizioni BD – J Pop

 

Damn it feels good to be a gangster. / A real gangster gotta play his cards right… (Geto Boys)

Conoscete il primo film di Tarantino, reservoir dogs o “le iene”? Era il suo primo lungometraggio e fu un grande successo per l’ormai leggendario regista. Trattava della progettazione di una rapina e della storia di alcuni dei sui membri. Tutti i membri di quella banda da sei erano vestiti in smoking e, sebbene qualcuno non era contento del suo nome in codice –“Perché io devo essere Mr. Pink?” “Perché sei frocio ecco perché!” alla fine il colpo si fece. La fine del film non ve la dirò perché se non lo avete visto ve lo consiglio ma ne sto parlando perché la copertina di Sun Ken Rock me lo ha ricordato, con quel completo Giorgio Armani.

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TRAMA

La trama è molto strana, quasi una excuse plot. Ken Kitano è un teppistello di liceo giapponese ed è innamorato di Yu min, una sua compagna di classe. Quando lui riesce a trovare il coraggio di dichiararsi, lei rifiuta perché ha deciso di diventare una poliziotta in Corea. Ken allora lascia il liceo e, senza un soldo né una conoscenza, la segue fin laggiù per provare a coronare il suo sogno d’amore diventando anche lui un poliziotto. I guai non tardano ad arrivare per Ken che, suo malgrado, finisce per diventare il capo di una gang dopo essere stato convinto dal boss precedente del fatto che non c’è differenza di metodi tra corporation, polizia e mafie varie. Siccome Ken è animato fortemente dalla giustizia però, decide di fare solo azioni che portino al maggiore benessere delle persone meno fortunate e tormentate da “veri criminali” e basare il suo guadagno sulla vera gratitudine delle persone che salverà. Il tutto deve essere però fatto in gran segreto perché la stessa Yu Min altrimenti lo arresterebbe. E questo è quanto, mi è sembrata una trama che, essendo piuttosto libera, potesse dare il via a molti spunti narrativi, soprattutto legati al complicato mondo del crimine.

RECENSIONE:

Sun Ken Rock ha una bellissima presentazione. Graficamente è impeccabile anche perché, alla fine di ogni volume, Boichi ci mostra che quando deve disegnare un paesaggio reale si reca personalmente lì a fare un servizio fotografico e studiare le diverse angolazioni dei monumenti e degli edifici prima di disegnarli. Lo stesso discorso si applica ai combattimenti, con lui che va ad osservare palestre di arti marziali e addirittura assume dei lottatori per mettersi in posa. Il risultato è uno stile molto realistico e decisamente duro, violento e “seinen” durante le scene più serie o solenni.

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Devo anche dire che Boichi mi ha fatto incuriosire molto per quanto riguarda la cucina coreana e la descrizione di varie pietanze mi ha anche fatto venire fame. I personaggi sono per lo più semplici ma assolutamente chiari (a parte Park Tae Su, il primo boss della Sun Ken Rock e migliore amico di Ken, a causa della sua bravura tattica e misteriosità) e, spesso, abbastanza divertenti. Il problema allora dov’ è? I problemi per me sono fondamentalmente due, uno che trovo grave e uno che qualcuno potrebbe trovare addirittura un pregio. Leviamoci prima il dente più malato: la storia. Forse non dovrei pensare così ma se vedo un manga la cui trama tratta di un boss della criminalità (sempre cosa alquanto relativa), vorrei che si concentrasse sugli affari illeciti e sui piani volti a spodestare dalle posizioni di potere gli avversari del dominio, con le parole o con le mazzate. L’arco che mi ha dato più fastidio e che mi ha portato a regalare i volumi da 5 a 9 a un mio amico, è stato quando Ken [MINI SPOILER]decide di lasciare la Sun Ken Rock per diventare un manager di Pop Idols. [FINE SPOILER] Che noia che barba, che barba che noia. Prima che mi si possa dire “ma scusa, c’è un arco narrativo che non ti piace e butti via tutti quei volumi?”, non è stato tanto quel particolare momento ma anche tutto quello che veniva prima. I primi quattro volumi sono stati infatti molto interessanti e avvincenti ma dal quinto in poi mi sono sempre chiesto quando Ken smettesse di perdere tempo con le stupidaggini e tornasse ad essere il boss determinato e spietato solo coi cattivi che era prima. Ciò ci porta al secondo problema, quello più relativo. Avete visto come sono belli i disegni? Ecco, Boichi sa di essere bravissimo ma la sua carriera è iniziata in maniera un po’ bizzarra. Boichi iniziò come scrittore di hentai e mi sembra che (almeno in questo manga, poi non so i suoi altri lavori) non riesca a staccarsi dall’ esagerato livello di fan service che lo caratterizza. La stessa uniforme di Yu Min ha una gonna così corta che ci saranno due illustrazioni senza un suo panty shot e lei dovrebbe essere uno dei personaggi più “puri” del manga. La saga che ho nominato nella parte spoiler è stata semplicemente il mio punto di rottura (di scatole). Secondo la mia modestissima opinione ciò potrebbe distrarre troppo il lettore dalla storia. Non saprei se mettere immagini d’esempio ma basta fare una rapida ricerca immagini su google per capire a cosa mi riferisco. Comunque come si dice “sex sells” e credo che questo sia il motto dell’autore.

Questa comunque non è una recensione completa perché io sono un bacchettone che non sa divertirsi e prende le cose troppo sul serio, tanto da non aver completato il manga. Dopotutto un disegno di una bella ragazza nuda non fa male a nessuno, no? Certo che no! Anzi, non mi da fastidio un po’ di fan service. Sono umano dopotutto. Però se le tette e i culetti e le reazioni degli uomini nel vederle sono al centro della storia per oltre metà del tempo sinceramente dopo un po’ mi stanco e non le noto neanche più. Ragazze, non mi scocciate su questi discorsi perché ci sono pure un sacco di uomini a torso nudo, anzi, ecco.

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Lo sapete già anche voi che però la regola dell’arte e dello spettacolo è che “il corpo di un uomo per essere bello deve essere forte e quello di una donna deve essere sexy” e tutte quelle stupidaggini lì.

Nonostante ciò che ho appena detto non posso che fare di nuovo i miei più sinceri complimenti a Boichi per il magnifico stile di disegno e qualche battuta che mi ha fatto veramente ridere.

Galeoni:   ðŸ‘‘ ðŸ‘‘ ðŸ‘‘  se ti da fastidio il troppo fanservice 

 ðŸ‘‘ ðŸ‘‘ ðŸ‘‘ ðŸ‘‘ se non ti da fastidio

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