Classic Versus Remake – Sailor Moon

Nel 2014 debutta l’Anime Sailor Moon Crystal, seconda trasposizione animata del celebre Manga Bishoujo Senshi Sailor Moon di Naoko Takeuchi.

Questa famosissima opera nipponica venne già adattata nel lontano 1992 diventando un grandissimo successo, conquistando una vastità di ammiratori, di genere femminile e maschile, che ancora oggi restano leali alle belle guerriere vestite con le Sailor Fuku. Un vero cult insomma.

La trama la conoscono anche i sassi: Usagi Tsukino è una quattordicenne svampita, pigra e svogliata che un giorno riceve da un gatto chiamato Luna il Moon Prism che le permetterà di trasformarsi nella guerriera leggendaria Sailor Moon. La sua missione è riunire le altre combattenti: Ami Mizuno/Sailor Mercury, Rei Hino/Sailor Mars, Makoto Kino/Sailor Jupiter e Minako Aino/Sailor Venus. E soprattutto trovare e proteggere Serenity, la Principessa della Luna, e il Cristallo d’argento illusorio.

Eh eh, vi vedo furboni, vi siete muniti di Tiara e Moon Stick. Non c’è nulla di cui vergognarsi, viva la libertà di espressione.

Intendo fare un paragone tra i due anime, quello classico vs il “remake”.

Si comincia con il primo Arc: Dark Kingdom.

Le differenze sostanziali sono notevoli:



1. L’anime storico si prende ben 44 episodi per narrare le vicende del Dark Kingdom comandato dalla Regina Metaria – un’entità diabolica che in passato tentò di conquistare Silver Millenium, l’idilliaco regno della Regina Serenity. Il remake, invece, si fa bastare 14 episodi, lo stesso numero di capitoli del manga che coprono questo Arc.




2. Tuxedo Kamen, nell’anime classico, lancia contro i nemici delle rose che pare abbiano la potenza della dinamite, atrimenti non mi spiego come riescano a fare tutti quei danni. Nel remake (come anche nel manga), Tuxedo non è da meno rispetto alle Sailor Senshi, combatte con abilità, può addirittura ricorrere ad attacchi energetici come “Tuxedo La Smoking Bomber”. E niente rose…

3. Nell’anime classico Sailor Moon e le sue compagne avevano la sindrome di Clark Kent, infatti bastava loro indossare le Sailor Fuku per far si che nessuno le riconoscesse. Nel remake (come anche nel manga) non è così, infatti Mamoru/Tuxedo Kamen sa fin da subito che Usagi e Sailor Moon sono la stessa persona

4. Nell’anime classico i Shitennou che servono la Regina Beryl (o Travesta, se preferite) vengono uno ad uno eliminati da Beryl per i loro fallimenti, eccetto Kunzite che viene sconfitto e ucciso da Sailor Moon. Nel remake, invece, dopo la loro redenzione vengono subito uccisi da Metaria.

5. Si parla nuovamente dei Shitennou, nell’anime classico, due di loro: Zoisite e Kunzite. Hanno una relazione romantica, si tratta della prima coppia omosessuale vista nella serie, prima di Sailor Uranus e Sailor Neptune, ma questa è un’altra storia. Nel remake, i Shitennou ai tempi di Silver Millennium, erano i generali di Endymion, e si innamorarono rispettivamente delle 4 ancelle di Serenity: Mercury, Mars, Jupiter e Venus.

6. Nell’anime classico il Cristallo d’argento illusorio viene “evocato” dai 7 cristalli dell’arcobaleno… Va bè…

Nel remake, come anche nel manga, il Cristallo d’argento illusorio viene evocato da Serenity stessa, poiché esso non è altro che la rappresentazione fisica del potere della Principessa… C’è un motivo se viene definito “illusorio”.

7. Nell’anime classico, Usagi impiega molto più tempo per radunare le altre 4 Senshi (sorbitevi una quantità spropositata di filler inutili). Nel remake, così come nel manga, accade tutto molto più velocemente, Mercury arriva già nel secondo episodio, Mars nel terzo, Jupiter nel quinto e Venus nell’ottavo.

8. Sailor Jupiter è l’unica Senshi (escludendo Sailor Moon) ad avere ben due “attacchi” sia nel manga che nel remake: Supreme Thunder e Flower Hurricane.

9. Nell’anime classico le Sailor Senshi affrontano una quantità spropositata di Youma, esseri spaventosi fatti d’argilla, la maggior parte di questi sono davvero trashissimi. Nel remake, così come nel manga, essi sono solo tre: due creati da Jadeite e uno da Nephrite.


10. Nell’anime classico, nell’episodio 43, il penultimo, le protagoniste vengono affrontate da tali D. D. Girls, 5 sciroccate che ricordano molto le Arpie di Yu Gi Oh, venendo addirittura uccise(temporaneamente) da queste terribili nemiche, ma riuscendo a loro volta a farle fuori. Nel remake, così come nel manga, di queste sciacquette non c’è traccia e le Senshi non vengono uccise, anche se era l’intenzione originale di Naoko, ma il suo editore le ha messo i bastoni tra le ruote… E anche questa è un’altra storia che spero di approfondire in futuro.


Grosso modo queste sono le differenze principali, la realtà è che è ingiusto definire Sailor Moon Crystal un remake, quando invece è un adattamento decisamente più fedele al manga di quanto lo fosse la serie anni ’90!

Purtroppo la serie classica si discosta parecchio dall’opera originale, vanno a perdersi le morali e le poetiche a favore della banalità. E ho parlato solo del primo Arc, ma vi assicuro che con le serie successive i cambiamenti diventano sempre più, al punto che anime e manga in comune hanno solo il nome.

Sailor Moon Crystal rimane abbastanza fedele, le differenze sono minime, rende giustizia ad un’opera che se da un lato è molto amata, dall’altro decisamente è sottovalutata, perché ritenuta erroneamente uno sciocco Shoujo per bambine.

Ai nostalgici propongo un rewatch della serie, quando eravate bambini l’avete amata e probabilmente ora ricorderete poco o niente, quindi vi invito a guardare ciò che considerate cult con gli occhi di un adulto.

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