Movie Night – Recensione – Il ritorno di Mary Poppins

Regista: Rob Marshall

Anno: 2018

Hola chicos! Lo so, vi sono mancata, ma eccomi di nuovo qui, stavolta per parlarvi di un film! Ho troppi interessi e poco tempo, accidenti. La recensione arriva un po’ in ritardo (il film è uscito nelle sale italiane il 20 dicembre), ma tra brevi trasferte vacanziere e festeggiamenti vari, sono andata a vederlo il 2 gennaio (dopo altri casini perché volevo vederlo con un’amica che vive lontano…).

E niente, l’attesissimo e chiacchieratissimo seguito di Mary Poppins del 1964, Il ritorno di Mary Poppins, è venuto alla luce, dopo ben 54 anni dal suo predecessore.

Trama: Londra, negli anni della crisi economica tra le due guerre. Nella casa della famiglia Banks ora vive Michael, adulto, e vedovo da un anno, con tre figli a cui badare: John, Annabel e Georgie. Per loro ha rinunciato alla passione per la pittura ed è entrato in banca, come suo padre prima di lui, ma ora la stessa banca, inclemente, reclama la casa. I soldi per riscattarla non ci sono e Michael non sa a chi votarsi. Il tempo è maturo perché Mary Poppins cali dal cielo aggrappata al suo ombrello e torni ad occuparsi dei piccoli e dei grandi Banks, in viale dei Ciliegi numero diciassette.

 

Recensione

La trama ci dice già molto. Il film è ambientato negli anni ’30, durante la depressione economica. Michael Banks, ormai adulto, vive nella casa di famiglia. A seguito della morte della moglie ha trascurato diverse faccende, tra cui il pagamento di alcune rate per un prestito ricevuto tempo prima dalla banca dove lavora. Si presentano quindi alla sua porta due individui che lavorano anch’essi per la banca, lasciandogli solo pochi giorni per ripagare l’intero debito, altrimenti avrebbe perso la casa (in quanto garanzia per il debito). Michael e la sorella Jane ricordano così delle azioni della banca che aveva il padre, e decidono di comune accordo di venderle per ripagare il debito. Peccato però che la ricevuta di tali azioni non si trovi da nessuna parte ed è proprio in questo frangente che arriva dal cielo (letteralmente) Mary Poppins in persona! Una Mary che, magicamente, non è invecchiata neanche di un giorno, anche se sono passati vent’anni. In questo seguito troviamo molti personaggi che abbiamo già conosciuto nel primo film, ma anche tanti altri nuovi.

 

Spoiler

La trama si snoda sul problema dei due Banks adulti che cercano questa benedetta ricevuta, e sui tre nuovi piccoli Banks che, coscienti della situazione, cercano di aiutare come possono. L’aria che permea il film è quindi diversa dalla spensieratezza del prequel, anche se non mancano scene divertenti e canzoni a non finire. Premetto che molte cose del film mi sono piaciute. Per esempio Jane, che in un certo senso segue le orme della madre (che come ben ricordiamo nel primo film si batteva per i diritti delle donne), ed è una convinta attivista. Mi è anche piaciuta la ship tra lei e il lampionaio Jack, e anche il fatto che altri personaggi li spingessero a frequentarsi (tipo Mary o la governante). Anche le atmosfere, la scenografia, i colori, sono veramente stupendi. I tre “nuovi” Banks mi sono subito piaciuti, ognuno con il suo bel caratterino, ed è stato bello vedere i due protagonisti del primo film cresciuti. Emily Blunt poi è stata sublime, ed è riuscita perfettamente a ricreare il personaggio, che ho trovato anche più fedele al romanzo (ho letto solo il primo, e Mary è veramente vanitosa, si specchia in ogni vetrina, oltre ad essere abbastanza scorbutica).

Veniamo ora alle note dolenti. Sinceramente, non considero questo film un sequel. Solo la trama lo rende tale, ma per il resto… meh. Ero andata al cinema piena di aspettative. Addirittura avevo convinto la mia riluttante amica ad andare, nonostante lei fosse fermamente fedele al primo film e convinta che questo sarebbe stato da buttare. Ero convinta che okay, di sicuro non poteva superare il primo, ma non poteva essere così male. E invece… e invece ne sono rimasta delusissima.

Partiamo dalle canzoni: a me piacciono i musical, ma qui… canzoni una dopo l’altra, a non finire, anche quando, secondo me, non erano affatto necessarie. Poi i testi… le ho ascoltate anche in inglese, e sono giusto un po’ più orecchiabili, ma in italiano la traduzione fa pena. Nessun testo mi è rimasto nel cuore o nella testa. Inoltre tutte le scene del film non sono altro che un rifacimento rimodernato del primo film. Devo elencarle? Quando entrano nel vaso, chiaro parallelo all’entrata nel quadro del primo film; quando Mary e Jack improvvisano un duetto con coreografia e tanto di pinguini; quando ci ritroviamo dalla cugina di Mary che ogni secondo mercoledì del mese vive sottosopra, chiaro riferimento allo zio Albert; la scena del ballo di gruppo dei lampionai intorno a una fontana si rifà spudoratamente al ballo degli spazzacamini sui tetti. Per non parlare della scena finale, o della “stupendosa idea”, che riecheggia l’insuperabile “supercalifragilistichespiralidoso”; e questo per quanto riguarda la costruzione della storia. Ho poi trovato fastidioso il piazzare volti notissimi del cinema solo per attirare più persone, vere apparizioni lampo, come la mezza scenetta di Meryl Streep, o la brevissima scena con Angela Lansbury, o la presenza (minima) di Julie Walters, David Warner e del leggermente più presente Colin Firth. Ho invece apprezzato (anche se sono critica anche su questo) il cameo di Dick Van Dyke, che mi ha riportata al film con cui sono cresciuta e che mi ha fatto commuovere.

In definitiva credo che produttori e regista avrebbero dovuto osare di più e creare qualcosa di originale. Ovviamente non ho nulla da ridire su fotografia, animazioni e tutto ciò che concerne il visivo, ma ripeto, il modo scelto di “raccontare” la storia per me è un grande no. Se volete guardarlo perché siete nostalgici e volete vedere qualcosa che vi ricordi Mary Poppins (1964), fatelo. Ma se avete altre (e alte) aspettative, no. Risparmiatevi tempo e denaro.

 

Voto:  ðŸ‘‘ ðŸ‘‘ ðŸ‘‘ ma solo per la bravura degli attori e per l’atmosfera del film

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