I Crimini della Disney – Volume 2: Cenerella

Benvenuti al secondo volume de “I Crimini della Disney”, la rubrica dove analizzeremo le favole in versione Disney, soffermandoci su curiosità, differenza tra fiaba originale e film di animazione, e qualche chicca dal film remake (perché per ogni fiaba c’è un film remake o anche più d’uno).

La fiaba in esame oggi è quella di Cenerentola, alias la ragazza che sognava così tanto che alla fine i suoi sogni si sono realizzati davvero. Iniziamo.

Titolo Originale: Cinderella

Anno di uscita: 1950

Trama del Film Animato:

C’erano una volta un marito e una moglie che ebbero una bellissima bambina, che chiamarono… non si sa, nessuno ha mai scoperto il vero nome di Cenerentola. Magari si chiamava Anne, Geltrude o Ugo. Purtroppo la madre morì e il padre decise di risposarsi perché non voleva trascorrere la vita da solo e blablabla. Prende in moglie una bellissima, gentilissima e amorevole donna (anche di questa non si conosce il vero nome, ma è conosciuta come Lady Tremaine) che ha già due ADORABILI figlie: Anastasia e Genoveffa. Cenerentola è una povera sfigata, quindi le muore anche il padre e Lady Tremaine inizia a tormentarla e la trasforma in una schiava/serva/dama di compagnia a cui da il nome di Cenerentola, perché la povera ragazza si addormentava spesso tra la cenere del camino. Perché dormire nel letto è troppo per lei. Con il passare degli anni Cenerentola, oltre a diventare sempre più bella, diventa anche pazza tanto che parla con gli animali tipo topi, cavalli e cani.

Un bel giorno arriva alla loro abitazione un invito per un ballo, in onore del principe che sceglierà sua moglie tra le invitate. Lady Tremaine vede subito un’opportunità per Anastasia e/o Genoveffa (magari anche insieme, non sappiamo niente dei gusti sessuali di quel secolo, dopotutto) per diventare principessa e poi regina. Cenerentola chiede di andare anche lei al ballo e la matrigna le dice “naturalmente tesoro del cuore mio! Devi solo buttare giù la casa, ricostruirla e metterla in ordine… alla fine potrai venire con noi!”. Cenerentola allora dice “fuoco alle polveri” e inizia a lavorare mentre i topi (I TOPI) le cuciono il vestito al ritmo di una canzone decisamente orecchiabile cantata da una voce decisamente troppo gracchiante. Finite le pulizie della casa, Cenerentola indossa il vestito e corre all’ingresso, dove sono radunate le altre tre. E qui succede il macello, vestito strappato, urla, oche che urlano, collane rotte, Cenerentola che scappa e la matrigna che se la ride.

Poi conoscete la storia, no? Arriva la Fata, aiuta Cenerentola ad andare al ballo. Coincidenza vuole che incontri subito il principe, che le chiede di ballare, e lo fanno per ore (solo loro, in tutte le stanza, in tutti i laghi, in tutti i mari del castello) fino a quando a mezzanotte Cenerentola scappa perché l’incantesimo della Fata sta per finire. Perde la scarpetta mentre corre, probabilmente aveva un numero troppo grosso. Il giorno dopo il principe (che non ha dormito dopo aver ballato con quella misteriosa fanciulla) diventa uno stalker e bussa alle case di tutto il regno obbligando le fanciulle ad indossare la scarpa trovata sulle scale. Nello stesso momento la proprietaria della scarpetta di cristallo è chiusa nella sua stanza (imprigionata dalla matrigna che ha cominciato a sospettare qualcosa quando sta scema di Cenerentola si è messa a canticchiare la stessa musica che ha risuonato durante il ballo). Ma come ci insegna la Disney, tutto andrà per il meglio. I topi prendono la chiave, liberano Cenerentola e questa corre giù ad indossare la scarpa e a sposare il principe. Fine.

Curiosità:

  • Cenerentola è la fiaba che ha più versioni in assoluto, è stata riscritta e narrata centinaia di volte.
  • In una delle versioni, la matrigna ha un’ossessione quasi malata per le lenticchie. Ne rovescia due tazze piene tra la cenere del camino e dice a Cenerentola che se riuscirà a raccoglierle tutte, potrà andare al ballo.
  • Cenerentola, all’epoca dell’uscita, ebbe una grande responsabilità. Se fosse risultato un flop al box office, sarebbe stata la fine per i Disney Studios. Per fortuna non è stato così.
  • Il principe di Cenerentola non ha nome.
  • Ci siamo risparmiati un duetto tra Tobia (il cane) e Ronzino (il cavallo). I topini canterini erano già troppo.
  • La scena d’animazione preferita di Walt Disney è la trasformazione del vestito di Cenerentola, per lui quella scena significa che “i miracoli possono accadere”.
  • Nei parchi Disneyland, le sorellastre sono i personaggi più esilaranti! Sono sempre alla ricerca di marito e accetteranno le proposte di qualsiasi maschio che dichiarerà di avere una carrozza e un palazzo. E non si rifiuteranno di intonare le dolci note di “Canta Usignolo”. Adoro. (Mi spiace, sono Team Anastasia&Genoveffa. Sono piccoli angeli incompresi!)
  • Furono realizzati due seguiti. Cenerentola II – Quando i Sogni diventano Realtà e Cenerentola – Il Gioco del Destino.
  • Cenerentola II – racconta del dopo il “vissero felici e contenti”, con tre storie diverse. Una in cui Cenerentola diventa una party planner, la seconda dove Giac decide di diventare un umano per aiutare la sua padrona e l’ultima e più interessante che narra la storia d’amore tra Anastasia e un giovane panettiere.
  • Il Gioco del Destino – è il vero “sequel” di Cenerentola, ambientato durante l’anniversario di matrimonio tra Cenerentola e il Principe. Lady Tremaine ruba la bacchetta della Fata Smemorina e la usa per tornare indietro nel tempo, e consentire ad Anastasia di sposare il Principe Azzurro. Ma ancora una volta il suo piano viene fermato e Cenerentola ottiene il suo vero lieto fine.

Differenza tra fiaba originale e film d’animazione:

  • Negli scritti muore sola la madre di Cenerentola. Il padre è un genitore davvero poco “genitore”, che asseconda la seconda moglie e anch’esso tratta la figlia come schiava.
  • Anastasia e Genoveffa, nella versione Disney, sono brutte, stonate e dal cuore di pietra. Negli scritti originali erano solo marce e senza coscienza.
  • Nella versione dei Fratelli Grimm, la Fata non esiste. Lo so, shock. Cenerentola, in questa versione, passa il suo tempo a piangere accanto ad un albero cresciuto dalle sue lacrime (nella prossimità della tomba della madre) e implora gli uccellini che vi abitano di aiutarla. Sono loro a procurarle abito, scarpe e tutto il resto per poterle permettere di andare alle tre giornate di festa.
  • Negli scritti ci sono tre giorni di festa e balli, anziché uno. Ogni giorno indossa un vestito e un paio di scarpe diverse. Mica come nella versione della Disney, dove per taglio al budget hanno optato per un vestito e un solo paio di scarpe, di cristallo per di più. Che spreco.
  • Il Principe, negli scritti, è più sveglio del principe della versione Disney. Dopo due giorni si è stancato di vedere sta tizia scappare via come una pazza, quindi decide di cospargere le scale del palazzo con della pece in modo da incastrarla. Beh non ci riesce, ma grazie alla pece Cenerentola perde la scarpetta.
  • La scarpetta della terza sera, quella che la ragazza perde, è d’oro e non di cristallo.
  • Le sorellastre, nella versione scritta, sono disperate e cercano a tutti i costi di far entrare la scarpetta. Una si taglia un alluce, l’altra il tallone. Cose che faremmo tutti per di diventare regine (o re), dopotutto. Grazie all’aiuto degli uccellini di Cenerentola, il principe nota il sangue e s’infuria. Chiede al padre se c’è un’altra ragazza in casa e questo, PADRE DELL’ANNO SUBITO, risponde “no, c’è solo la sguattera troppo povera per i vostri occhi. Ma guardi queste due, ve le regalo in cambio di una corona”. Al principe non importa dell’offerta né della condizione di Cenerentola e chiede di vederla. Il resto lo sapete.
  • Durante il matrimonio, le sorellastre si presentano alla cerimonia e cercano di fare tutte le carine con Cenerentola ma gli uccellini (sì, stanno sempre in mezzo) le accecano. Bella scena.
  • Il film remake, con protagonisti Lily James e Richard Madden, non mostra tante differenze dal film d’animazione Disney, a parte l’introduzione di un’oca decisamente tutta protagonista del film (altro che Cenerentola). Il regista ha colto nel segno: ha girato un film “nuovo” ma con una ventata di allusioni al film originale (tipo le musiche, ma anche le scene spesso identiche) che ci trasportano nel passato, quando eravamo piccoli e tifavamo per i topini di Cenerentola (che si scontravano con il loro acerrimo nemico, il gatto Lucifero)

E anche per questo appuntamento è tutto. Vi saluto e ricordatevi “i sogni son desideri”(?). Cyao.

P.S: CANTA USIGNOL CANTA USIGNOOOOL, AAAAAAAAAAAAAALTO NEL CIEEEEEEEEEEL. OH CANTAAAAAA USIGNOL, CANTAAAAAA USIGNOL AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

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